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Notizia in anteprima che può interessare Eumans e tutti gli Eumani: è in corso di costituzione un comitato “Privacy Bene

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macfranc
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Notizia in anteprima che può interessare Eumans e tutti gli Eumani: è in corso di costituzione un comitato “Privacy Bene

Post by macfranc »

Notizia in anteprima che può interessare Eumans e tutti gli Eumani: è in corso di costituzione un comitato “Privacy Bene Comune” al fine di organizzare per il 13 novembre il primo “Privacy Pride”: una “fiaccolata” per la privacy

Buonasera a tutti!

Coerentemente con la tendenza mondiale che vede un aumento delle forme di sorveglianza da parte dei governi (https://www.valigiablu.it/governi-censu ... attaforme/), a scapito di diritti individuali, quali accesso alla conoscenza e privacy, e in continuità con gli attacchi che in Italia si stanno verificando contro le authority indipendenti e in particolare contro il Garante per la Protezione dei Dati Personali, il DL Capienze presenta alcuni punti (https://www.privacy-network.it/decreto- ... ficazione/) che vedono limitare drasticamente le prerogative del Garante nel verificare che la gestione dei dati dei cittadini da parte delle PA avvenga nei limiti delle leggi nazionali e dei regolamenti europei.

Perché questa legge non interessa?
Il provvedimento ha raccolto pareri estremamente negativi da parte di tutti i soggetti che si occupano di privacy, diritti digitali e analisi di impatto normativo, ma questi pareri sono circoscritti a una bolla inoffensiva costituita dalle singole cerchie social, dai forum online e, al massimo, dalla stampa di settore (giuridica o informatica).
Il problema è che la privacy viene rappresentata quasi sempre come un freno pretestuoso a ogni istanza di rinnovamento, di efficienza o addirittura di esercizio dei propri diritti di cittadino di fronte alla burocrazia, quando invece la privacy è un diritto umano che conviene principalmente ai cittadini e una garanzia per la stessa sicurezza nazionale e le “libertà civili" come la libertà di espressione.
Questa narrazione falsa è stata purtroppo interiorizzata dalla maggior parte dei cittadini che, quando sentono parlare di privacy, nel migliore dei casi si disinteressano, nel peggiore provano ostilità.

Esserci, per esprimere dissenso
Per evitare che la privacy rimanga un argomento per addetti ai lavori è necessario che si esca dalla bolla dei soggetti interessati e dalla zona comoda dei social e dei forum per entrare nel mondo reale. Quello delle piazze e delle strade.
Per questo motivo, vogliamo organizzare una manifestazione nazionale con un presidio territoriale a Roma (preferibilmente in Piazza Venezia, o più facilmente, a Largo San Marco, di fronte alla sede del Garante per la Privacy) e quanti più sit-in in tutte le zone d'Italia.
La manifestazione non è ancora stata organizzata, ma è stata programmata per il 13 novembre, una data simbolica per due motivi: il primo è che si pone tra le date in cui il decreto verrà discusso in senato e quelle in cui verrà discusso alla Camera; il secondo è che il 13 novembre è l'anniversario dell'inizio della "Prima Battaglia del Piave", quella in cui, nel 1917, subito dopo la rotta di Caporetto, l'esercito italiano è riuscito a posizionarsi sulla riva ovest della Piave opponendo una disperata resistenza all'avanzata delle truppe austro-tedesche, una situazione che ricorda molto da vicino le purtroppo molte sconfitte che il diritto alla privacy sta subendo negli ultimi tempi e la necessità di serrare le fila per opporre un'ostinata resistenza..

Organizzazione e definizione del programma della manifestazione
Né la logistica, né il programma sono ancora stati definiti con precisione.
I temi principali cui si darà evidenza saranno:
- l’attualità italiana, con la solidarietà da tributare al Garante Privacy soprattutto riguardo all’impatto che il DL Capienze avrà sulla privacy
- l’attualità europea, con riferimento ai provvedimenti che possono mettere a rischio la privacy dei cittadini (Chatcontrol, TERREG, etc) e le spinose questioni inerenti la videosorveglianza biometrica
- ma soprattutto, il portare per strada questioni che restano spesso confinate all’interno dei social, dei forum di nicchia, dei convegni e della stampa di settore, quali la difesa di principi, spesso considerati erroneamente conflittuali ma in realtà assolutamente complementari e coerenti, come l’anonimato, la crittografia, la privacy da un lato, la trasparenza, il diritto alla conoscenza e la sicurezza dall’altra.


Perimetro transnazionale della manifestazione
Benché la manifestazione nasca in risposta a una particolarissima situazione creatasi in occasione del decreto Capienze e che perciò sia fortemente legata al panorama italiano, la scelta del nome Privacy Pride (oltre che costituire un tributo alle lotte intraprese dalle comunità che hanno subito ben altro tipo di rimozione, occultamento e ostilità da parte della politica di palazzo) servirà a ricordare che non sembra esistano manifestazioni di piazza in favore della Privacy e dei diritti digitali in genere.

In questo senso, cercheremo di fare in modo che la denominazione Privacy Pride possa essere concessa liberamente a tutti quei movimenti che in ogni parte d’Europa vogliano affermare il diritto alla tutela dei dati personali.


Caratterizzazione politica e presenza di simboli, bandiere, colori
La manifestazione nasce in seno a una determinata opposizione ai provvedimenti che questo governo ha assunto contro la privacy, ma non è dettata da istanze antigovernative.
La manifestazione avrà naturalmente un forte carattere politico, ma non è legata ad alcun movimento o partito: è finalizzata anzi a raccogliere le adesioni di appartenenti di tutti i partiti di maggioranza, i partiti di opposizione e i partiti e movimenti extraparlamentari.
È fortemente deplorata la presenza di movimenti o simbologie che si rifaccianno a idee e concetti legati al fascismo (di qualsiasi secolo): anche perché nessun fascismo ha mai tutelato la privacy! La presenza di tali componenti sarà anzi considerata una mera provocazione, con tutte le implicazioni legali che questo significa.
Fatta salva questa precisazione, la presenza di simboli, bandiere e colori aventi o meno connotazione politica è consentita ed è anzi favorita: uno dei motivi per cui la privacy sembra così lontana dal dibattito politico è proprio il fatto che la politica non ritiene utile occuparsene ai fini del proprio consenso elettorale!

Come aiutare l'organizzazione della manifestazione
Al momento i punti deboli del costituendo comitato promotore sono infatti legati soprattutto alla poca esperienza riguardo alle tecniche e alle prassi per organizzare una manifestazione in strada.
Oltre che sul sostegno di chi si batte da tempo per la privacy, sarà importante contare soprattutto sull'aiuto delle realtà attive nel mondo dei diritti e dell’ambiente che non sono necessariamente legate al mondo dei diritti digitali e sarebbe sicuramente importante se gli attivisti di queste realtà potessero partecipare all’organizzazione dell’iniziativa, a seconda della propria sensibilità come associazione o a titolo personale, e all’interno o all’esterno del comitato promotore.
È infatti importante che la privacy infatti non sia più una bolla circoscritta al mondo degli attivisti digitali!

Prima di ringraziare tutti voi per l’attenzione, vi ricordo che per qualsiasi dubbio o richiesta di ulteriori chiarimenti, cercherò di rispondere quanto prima in calce al presente post.

Un cordiale saluto e buona serata,
Francesco Macchia

https://privacybenecomune.it/