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LETTERA PER IL COMITATO REFENRENDUM GIUSTIZIA

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Lorenzo Mineo
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LETTERA PER IL COMITATO REFENRENDUM GIUSTIZIA

Post by Lorenzo Mineo »

Cari,

Dopo la riunione di Eumans di martedì, condivido qui con voi una bozza della lettera destinata al Comitato Promotore dei Referendum Giustizia promossi da Lega e Partito Radicale, con un invito a dare un supporto alla battaglia per la firma digitale sui referendum e la restituzione del dirtitto alla democrazia diretta dei cittadini italiani.

Si tratta di una versione scritta inizialmente da Marco Perduca, che insieme a Marco Gentili, Mario Staderini e il sottoscritto è più direttamente coinvolto nel dialogo con il Ministro Colao sulla firma digitale, e rivista da Marco Cappato.

Apriamo le danze per il confronto, le revisioni e i commenti per arrivare a una versione concepita insieme!

A voi la palla :)

Lorenzo


“Cari Maurizio Turco e Matteo Salvini”,

“Una bella giornata per la democrazia”, così è stata salutata la presentazione in Corte di Cassazione dei sei quesiti referendari preparati dal Partito Radicale e sostenuti dalla Lega. Un’affermazione impegnativacondivisibile in un Paese dove il diritto al referendum è stato di fatto conculcato, e che però necessita dunque interventi urgentioccupazioni costanti affinché la festa non si esaurisca presto.

Come movimento di cittadini e cittadine che hanno scelto di perseguire obiettivi politici per la democrazia e la sostenibilita’ attraverso l’attivazione e il rafforzamento degli strumenti della democrazia partecipativa ci rivolgiamo a voi per solecitarvi ad ragionare insieme su quanto la sincronicita’ delle due campagne referendarie su temi che riguardano la vita delle persone come la Giustizia e l’Eutanasia legale imponga azioni non piu’ rimandabili per dare a tutti i cittadini e le cittadine uguali possibilita’ di accesso, attivazione e possibile successo di iniziative referendarie, a prescindere dall’esistenza di reti partitiche e istituzionaliistuzionali di parte, cioè dal privilegio di essere parte del sistema di potere di Stato e di parastato. in carne e ossa


La democrazia italiana da anni non gode di buona salute, anzi! Se le analisi politiche e critiche strutturali degli ultimi decenni sono state spesso ritenute i soliti “eccessi di Marco Pannella”, in più occasioni la Corte europea dei diritti umani sull’amministrazione della giustizia e altri organismi del Consiglio d’Europa relativamente alle leggi elettorali, hanno messo in mora la mancanza di rispetto dello Stato di Diritto internazionale da parte della Repubblica italiana.

Come sappiamo a queste denunce non è mai stato dato seguito legislativo. A dicembre del 2019 si sono resi noti ulteriori rilievi da parte delle Nazioni unite che hanno evidenziato il mancato rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia in relazione alle effettive possibilità di attivazione democratica per la cittadinanza.

Si tratta di osservazione adottate dal Comitato sui diritti civili e politici a seguito di un ricorso presentato presentato da Mario Staderini e Michele De Lucia, assistiti dal professor Cesare P. Romano, a seguito di una campagna referendaria. Le Nazioni unite hanno convenuto che in Italia troppi sono gli ostacoli frapposti al pieno godimento dei diritti civili e politici in occasione della democrazia partecipativa diretta.

Eccesso di burocrazia, leggi non aggiornate al progresso tecno-scientifico e informazione pubblica non sufficiente sono state al centro delle osservazioni del Comitato.

Grazie a quanto adottato dalle Nazioni Uunite l’Italia ha finalmente iniziato a rivedere alcune delle norme che danno attuazione all’articolo 75 della Costituzione, tra queste l’ampliamento della platea degli autenticatori che dal 2021 include parlamentari, consiglieri regionali e avvocati.

Ci paiono sviluppi significativie, che non ci fanno gridare al “troppo poco, troppo tardi” ma che devono essere intesi come un inizio di ravvedimento operoso di fronte alla mancanza di rispetto della legalità costituzionale.

Questa lunga , e immaginiamo scontata, premessa per chiedere anche al Partito Radicale e alla Lega -proprio in quanto attivatori di referendum- di di condividere quanto e in corso per conquistare, a stretto giro, almeno intervenire urgentemente per quanto nelle rispettive possibilità su due questioni che abbiamo già sottoposto al Governo:
la possibilità concreta dell’esercizio di una cittadinanza digitale;
il rispetto del diritto a essere informati.

Una delle misure previste dal governo Conte 2 di riparazione al mancato rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia e’ stata il concedere ai portatori di disabilità la possibilità di sottoscrivere online referendum e proposte di legge d’iniziativa popolare. La norma, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2022 è stata estesa a tutti.

Grazie alla mobilitazione avviata da Marco GentiliGentilei, affetto da SLA, è in corso un'interlocuzione con il Ministro Colao che, colta la rilevanza costituzionale della norma in causa, sta accelerando l’implementazione tecnica di un sistema che consentirebbe alle firme di essere autenticate e certificate contestualmente alla manifestazione di volontà della sottoscrizione, un po’ come avviene per le Iniziative dei Ccittadini Eeuropei. Il sistema potrebbe essere disponibile a novembre. Troppo tardi.

Occorre quindi sollevare in tutte le sedi competenti e più in generale politicamente in modo pubblico, la necessità di prevedere sistemi capaci di garantire la certificazione governativa dell'autenticità delle sottoscrizioni ampliando tale possibilità a meccanismi già esistenti, come la SPID, in modo da consentire una mobilitazione online già dalle prossime settimane - dopotutto l’emergenza sanitaria resta in vigore fino al 31 di luglio!

Allo stesso tempo occorre pretendere il pieno rispetto del contratto di servizio della RAI e far si’ che si prevedano spot di informazione circa le raccolte firme, le modalità di sottoscrizione, l’ampliamento della platea degli autenticatorii certificatori (ancora oggi spesso ignari del loro ruolo), e dibattiti di approfondimento dialettico sulle varie tematiche referendarie e di proposta di legge d’iniziativa popolare per cui sono in corso raccolte firme.

Tanto siamo convinti dell’importanza di coinvolgere i cittadini italiani sulle decisioni relative all'ordinamento giudiziario contenute nei vostri referendum (che avremmo apprezzato ancor più se avessro affrontato anche la condizione dei detenuti)Siamo d’accordo con lo spirito e la lettera di sei referendum della giustizia, quanto dobbiamo prendere atto del rifiuto finora da voi (così come dagli altri grandi partiti) opposto alll’invito di adoperarvi per consentire ai cittadini di decidere direttamente in materia di legalizzazione dell’eutanasia. allo stesso tempo conosciamo le differenti posizioni relative a quello che prevede la sostanziale depenalizzazione dell’articolo 579 del codice penale. Riteniamo però che un pezzo di strada insieme possa esser percorso per la “festa della democrazia”.

Non riteniamo però che la differenza nelle nostre scelte debba impedirci di unire le pur impari forze per affermare e ripristinare in Italia il diritto al referendum, se tale obiettivo fosse di vostro interesse.

In attesa di una vostra cortese risposta e, soprattutto, di azioni conseguenti, Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.
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VirginiaFiume
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Re: LETTERA PER IL COMITATO REFENRENDUM GIUSTIZIA

Post by VirginiaFiume »

Grazie Lorenzo!
Aggiungo qui anche il video della riunione di martedi in cui sono state scambiate le riflessioni che hanno portato alla prima stesura della lettera
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Roberto Mancuso
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Re: LETTERA PER IL COMITATO REFENRENDUM GIUSTIZIA

Post by Roberto Mancuso »

L'impostazione generale della lettera mi pare condivisibile; solo alcune considerazioni:
  • Enfatizzerei ancor di più, partendo da dati concreti, la necessità della difesa di un Istituto costituzionale, quello referendario, che in questi anni è stato sostanzialmente fatto fuori dall'agenda della politica
  • Bene il riferimento anche al referendum sull'eutanasia, ma io sottolinerei la considerazione che la sottoscrizione di un referendum prescinde dalla condivisione dei suoi effetti e può essere fatta anche solo per consentire ai cittadini di esprimersi su temi così centrali per la vita politica e sociale
  • Sempre da enfatizzare (con dati reali), è altresì il ruolo dei media durante le campagne di raccolta firme: la totale obnubilazione della possibilità di sottoscrivere dei referendum è il vero vulnus per la democrazia
  • Sottolinerei ancor di più come l'impegno per la sottoscrizione digitale sia AD HORAS, e non rinviabile
  • Bella la citazione e l'evocazione della "bella giornata per la democrazia", aggiungerei che sarebbe miope pensare ad una bella giornata per la democrazia guardando solo al proprio orticello, magari popolato da una miriade di autenticatori, e ignorare la situazione fattuale che, per la complessità, farraginosità e rigidità della normativa, impedisce concretamente a chiunque altro la possibilità di intraprendere una campagna referendaria.
  • Non trascurerei il riferimento anche alle parole di Letta, per sottolineare la continuità di una storia, quella comunista e post comunista, che ha sempre lanciato strali contro la democrazia referendaria
  • Da ultimo: farei una chiusura più "generosa" (sic!) nei confronti di Turco e Salvini invitandoli a far sì che davvero possa essere una "bella giornata per la democrazia" PER TUTTI, a tutte le latitudini e per tutti i Comitati promotori oltre che per tutti i cittadini !
Sempre andare contro vento, solo così è davvero possibile alzarsi in volo. (Jim Morrison) 8-)
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Roberto Mancuso
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Bozza rivista da Roberto Mancuso

Post by Roberto Mancuso »

Al Comitato promotore dei Referendum sulla Giustizia 2021,
A Maurizio Turco,
A Matteo Salvini,


Marco Pannella si riferiva sempre al Referendum abrogativo previsto dall'art. 75 della Costituzione come “seconda scheda” in possesso dei cittadini italiani; nel contempo, da un lato definiva come contra legem una giurisprudenza della Corte Costituzionale che, per aver stracciato milioni di firme di cittadini con argomentazioni giuridiche che ancora gridano vendetta, ben poteva essere definita “cupola della mafiosità partitocratica”; e, dall'altro lato, nel contesto di un medesimo disegno criminoso attuato dalla Consulta e non solo, denunciava un assoluto “ostracismo dei media di regime” complici della partitocrazia e delle sue propagazioni a tutti i livelli delle Istituzioni della Repubblica.

Marco Pannella iconizzava tutto ciò travestendosi da “fantasma della democrazia”, apparendo come tale, non senza l'opposizione della RAI, nei pochi squarci di informazione politica delle tribune referendarie.

Ebbene, tutto ciò premesso, davvero vogliamo che torni a risplendere il sole sulla democrazia in generale e su quella referendaria in particolare? Davvero vogliamo che sia “Una bella giornata per la democrazia”?

Così è stata salutata la presentazione in Corte di Cassazione dei sei quesiti referendari preparati dal Partito Radicale e sostenuti dalla Lega. Un’affermazione impegnativa poiché espressa in un Paese dove il diritto al referendum è stato di fatto negato.

Sono necessari dunque interventi urgenti affinché la “festa per la democrazia” possa davvero essere tale! Come ? Partendo proprio da quelle gravi responsabilità che il leader storico dei radicali, da qualcuno definito “Mister referendum”, ha sempre rimproverato al sistema politico italiano oppresso dal sistema partitocratico.

Come Movimento di cittadine e cittadini che hanno scelto di perseguire fondamentali obiettivi politici per la democrazia e lo Stato di Diritto, ci rivolgiamo a Voi per sollecitarvi a ragionare insieme su attuare azioni non più rimandabili per dare, a tutte le cittadine e i cittadini, concrete possibilità di accesso, attivazione e azione rispetto a tutte le iniziative referendarie, a prescindere dal merito politico delle stesse e avendo a cuore il rilancio dello strumento referendario.

La democrazia italiana da anni non gode di buona salute, anzi! Se le analisi politiche e le critiche strutturali degli ultimi decenni sono state spesso ritenute i soliti “eccessi di Marco Pannella”, in più occasioni la Corte europea dei diritti umani sull’amministrazione della giustizia e altri organismi del Consiglio d’Europa, relativamente alle leggi elettorali, hanno messo in mora la mancanza di rispetto dello Stato di Diritto internazionale da parte della Repubblica italiana.

Come sappiamo a queste denunce non è mai stato dato adeguato seguito e riscontro legislativo.

Nel dicembre del 2019, sono stai resi noti ulteriori rilievi da parte delle Nazioni Unite che hanno evidenziato il mancato rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia in relazione alle effettive possibilità di attivazione democratica per la cittadinanza: si tratta di osservazione adottate dal Comitato sui diritti civili e politici a seguito di un ricorso presentato presentato da Mario Staderini e Michele De Lucia, assistiti dal professor Cesare P. Romano, a seguito di una campagna referendaria.

Le Nazioni Unite hanno convenuto che in Italia troppi sono gli ostacoli frapposti al pieno godimento dei diritti civili e politici in occasione della democrazia diretta.

Eccesso di burocrazia, leggi non aggiornate al progresso tecnico scientifico e informazione pubblica assente sono state al centro delle osservazioni del Comitato.

Grazie a quanto adottato dalle Nazioni Unite, l’Italia ha finalmente iniziato a rivedere alcune delle norme che danno attuazione all’articolo 75 della Costituzione, tra queste l’ampliamento della platea degli autenticatori che dal 2021 include parlamentari, consiglieri regionali e avvocati.

Ci paiono sviluppi significativi che non ci fanno gridare al “troppo poco, troppo tardi”, ma che devono essere intesi come un inizio di ravvedimento operoso di fronte alla mancanza di rispetto della legalità costituzionale.

Questa lunga premessa per chiedere anche al Partito radicale e alla Lega - proprio in quanto attivatori di referendum - di condividere quanto è in corso, e, a stretto giro, almeno intervenire urgentemente per quanto nelle rispettive possibilità su due questioni che abbiamo già sottoposto al Governo:
  • la possibilità concreta dell’esercizio di una cittadinanza digitale;
  • il rispetto del diritto a essere informati.
Orbene, una delle misure previste dal governo Conte II, di riparazione al mancato rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia, è stata il concedere ai portatori di disabilità la possibilità di sottoscrivere online referendum e proposte di legge d’iniziativa popolare. La norma, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio 2022 è stata giustamente estesa a tutti.

Grazie alla mobilitazione avviata da Marco Gentili, affetto da SLA, è in corso un'interlocuzione con il Ministro Colao che, colta la rilevanza costituzionale della norma in causa, sta accelerando l’implementazione tecnica di un sistema che consentirebbe alle firme di essere autenticate e certificate contestualmente alla manifestazione di volontà della sottoscrizione, un po’ come avviene per le Iniziative dei Cittadini Europei. Il sistema potrebbe essere disponibile a novembre. Troppo tardi.

Occorre quindi sollevare in tutte le sedi competenti e più in generale politicamente in modo pubblico, la necessità di prevedere sistemi capaci di garantire la certificazione governativa dell'autenticità delle sottoscrizioni ampliando tale possibilità a meccanismi già esistenti, come la SPID, in modo da consentire una mobilitazione online già dalle prossime settimane.

Allo stesso tempo occorre pretendere il pieno rispetto del contratto di servizio della RAI e delle altre concessionarie radiotelevisive, e far sì che si prevedano spot di informazione circa le raccolte firme, le modalità di sottoscrizione, l’ampliamento della platea degli autenticatori (ancora oggi spesso ignari del loro ruolo), e dibattiti di approfondimento politico sulle varie tematiche referendarie.

Tanto siamo convinti dell’importanza di coinvolgere i cittadini italiani sulle decisioni relative all'ordinamento giudiziario contenute nei referendum sulla Giustizia (che avremmo apprezzato ancor più se avessero affrontato anche la condizione dei detenuti), tanto siamo d’accordo con lo spirito e la lettera di quei sei referendum, quanto dobbiamo prendere atto del rifiuto finora da Voi (così come dagli altri grandi partiti), opposto all’invito di adoperarsi per consentire ai cittadini di decidere direttamente in materia di legalizzazione dell’eutanasia.

Ebbene, prendendo atto di ciò, astraendoci dal merito di tutti i quesiti referendari, Vi chiediamo però di adoperarci insieme affinché la firma online possa divenire una realtà democratica anche nel nostro Paese; Vi chiediamo altresì di lottare insieme per difendere un diritto politico e civile fondamentale quale quello dello einaudiano “conoscere per deliberare” anche per quanto riguarda la raccolta delle firme per i referendum.

Vi chiediamo di percorrere un pezzo di strada insieme affinché quella “festa per la democrazia” da voi evocata possa davvero essere una “festa” per tutte le cittadine e per tutti i cittadini.

Davvero vogliamo anche noi una vera “festa per la democrazia” che recuperi al dettato costituzionale un Istituto, quello referendario, scippato alle cittadine e ai cittadini della Repubblica, e ridotto ad ectoplasma; davvero vogliamo un “festa per la democrazia” e non una “festa del fantasma della democrazia”, come probabilmente direbbe Marco Pannella.

In attesa di una Vostra cortese risposta e, soprattutto, di azioni conseguenti, Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Sempre andare contro vento, solo così è davvero possibile alzarsi in volo. (Jim Morrison) 8-)
MiriamTurrini
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Re: LETTERA PER IL COMITATO REFENRENDUM GIUSTIZIA

Post by MiriamTurrini »

Bravi entrambi! Mi piacciono le modifiche di Rob @Roberto Mancuso
Lorenzo Mineo
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Re: LETTERA PER IL COMITATO REFENRENDUM GIUSTIZIA

Post by Lorenzo Mineo »

Grazie Rob per queste proposte e scusa il ritardo della risposta.
Io personalmente credo che il dialogo andrebbe esteso da Turco-Salvini ai rappresentanti di tutti i partiti, perché l'accesso ai diritti di iniziativa popolare riguarda tutti. Ma mi pare fondamentale discuterne.

Proporrei di fermarci a ragionare all'invio di questa lettera domani alle 21h dopo la riunione eumans, cosa ne dite?

Lorenzo
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Roberto Mancuso
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Re: LETTERA PER IL COMITATO REFENRENDUM GIUSTIZIA

Post by Roberto Mancuso »

In effetti anche nell'ultima riunione con la presenza di Marco Perduca, mi pare fosse passata la linea di estendere la lettera o farne un'altra dedicata a tutte le forze politiche e non solo. Propenderei per due lettere differenti, poiché differenti sono i gruppi di destinatari (essendo Turco e Salvini nel Comitato promotore dei referendum giustizia), ed essendo obiettivamente differenti le risposte che si potrebbero ottenere. Mi spiego: una lettera a tutti sarebbe come una lettera a nessuno; una lettera a gruppi differenti potrebbe innescare quel dialogo da noi ricercato. Discutiamone.
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