Ringraziamenti dal gulag dell'Acquario di Genova

Launch new ideas, new topics for conversation, interesting news, and connect with other activists.
Karlo
Posts: 2
Joined: 08 Dec 2020 21:33
Country: ITALY
City: Piombino

Ringraziamenti dal gulag dell'Acquario di Genova

Post by Karlo »

Quando la pattuglia dei radicali italiani della Lista Bonino eletta al Parlamento Europeo decise di fare un gruppo comune con quella del Fronte di Le Pen fu inaccettabile per Bruno Zevi, famoso storico dell'architettura ed urbanista, di famiglia ebrea, che si dimise da presidente decano del Partito Radicale Transnazionale. Ascoltai con alcuni compagni l'acceso intervento di Emma Bonino a Strasburgo che evidenziò l'ipocrisia, non di Zevi, ma di tutti i politici plasticamente antifascisti e ci convinse della limpida strumentalità della decisione dei pannelliani, poichè in Europa non esisteva il gruppo misto. In altre parole, semplicemente, era più genuino condividere gli uffici con chi era palesemente distante politicamente che rischiare di confondere e dare adito ad equivoci ed unirsi al gruppo parlamentare più vicino: quello dei Demoratici e Liberali. (gruppo al quale oggi adeirsce +europa di Emma Bonino :-).

Ma altre volte siamo stati oggetto di discriminazione. Mi ricordo l'ostracismo verso il CORA (Coordianemento Radicale Antiproibizionista) nei nascenti intergruppi per la legalizzazione della Cannabis, proprio perchè i radicali non erano politically left correct, additati borghesi e amerikani.

Non è facile accettare a volte i compagni di viaggio in una battaglia politica. Dove finisce la purezza e dove inizia la scaltrezza, fino a dove il fine giustifica i mezzi e la compagnia?

Per la campagna Stopglobalwarming.eu, alla quale ho dato fin dall'inizio le energie nei limiti delle mie circostanze di vita, mai ovviamente abbiamo chiesto una pantente politica ai firmatari nè alle associazioni e gruppi aderenti. Ci siamo rivolti a tutti i sindaci convinti che la battaglia fosse naturalmente transpartitica, abbiamo accettato gli artisti al di là della loro storia d'impegno, sicuri che il successo della raccolta firme potesse essere ottenuto con la loro notorietà.

Eppure vedere oggi Stopglobalwarming all'Acquario di Genova e tutto il teatrino organizzato, ammetto, mi è insopportabile, e inaccettabile quello che è stato e non è stato detto. Sono oltre dieci anni che combatto attivamente gli ZOO e gli Acquari, come i circhi con animali e i delfinari, aderendo ad associazioni come Sea Shepherd e Dolphin Project di Ric O'Barry. L'Acquario di Genova, con buona pace di Avy Candeli ideatore dell'iniziativa per Eumans, rimane un luogo di sofferenza per molti animali e la sua Fondazione un esempio di "greenwhashing " del gruppo Coata Edutainment. I delfini che sono lì detenuti, anche se parzialmente esentati dalle stupide esibizioni circensi tipiche dei delfinari (alcuni dei quali della stessa proprietà) vivono una vita di reclusi senza colpe. Chi non fosse a conoscenza di questo mondo claustrofobico di mattonelle e cloro, di repressione degli istinti naturali e di limitazioni fisiche, di ricatti e di imposizioni, vi rimando all'ampia letteratura, anche scientifica reperibile. Queste strutture sono commerciali e fanno i loro guadagni sulla sofferenza di alcune incredibili e meravigliose creature, altamente evolute, come gli squali e i delfini. Per fortuna l'affluenza dei visitatori a queste attività ludiche in Europa e Nord America è in costante calo, in netto contrasto con il boom in Cina, Indocina, e nei luoghi turistici del centro america. Ed è per il trend discendente che registriamo la grancassa ambientalista e animalista degli uffici marketing di queste multinazionali del lenocinio animale. L'adesione dell'Acquario di Genova al riscaldamento globale non è lungimirante, come Marco Cappato ha dichiarato nei sui cortigiani ringraziamenti all'azienda, ma una smaltatina di verde o meglio di blu alla loro attività. Ipocrite e scandalose le parole dell'amministratore delegato Costa: "ogni giorno cerchiamo di dare qui in acquario il messaggio per il rispetto all'ambiente ", come se un Kapò avesse parlato del rispetto dei diritti umani! E' insopportabile e inaccettabile, quindi con dispiacere sospendo ogni mia attività a favore della campagna Stopglobalwarming, e ringrazio però Marco e Avy che il nome Eumans non sia stato evidenziato, permettendomi di continuare a seguirne l'attività.

"Il sorriso del delfino è il più grande inganno della natura. Crea l'illusione che sia sempre felice (Ric O'Barry, ex addestratore e autore di Behind the Dolphin Smile)

User avatar
Roberto Mancuso
Posts: 40
Joined: 02 Dec 2020 21:21
Country: ITALY
City: Cavallino (LE)
Organizations: EUMANS

Re: Ringraziamenti dal gulag dell'Acquario di Genova

Post by Roberto Mancuso »

@Karlo : bellissime argomentazioni che condivido IN TOTO. Quella dell'acquario di Genova è operazione (simile a molte altre della campagna stop global warming), che è distante anni luce da quello che dovrebbe essere lo spirito di EUMANS, il suo stesso METODO.

Il fine che giustifica il mezzo anche al costo di imbrattare una battaglia ambientalista con il marchio del "circo" acquario. Quelle immagini sono per me molto imbarazzanti, e vorrei che @Marco Cappato e @VirginiaFiume le spiegassero. Non ho partecipato all'elaborazione di questa iniziativa dell'acquario di Genova e nemmeno ne ero venuto a conoscenza, me ne discosto e la considero un fatto politicamente gravissimo.

Ancora una volta la politica lustrini e paillettes sovrasta EUMANS. Non solo considero questo fatto una grave responsabilità politica di @Marco Cappato che l'ha approvata e vi ha partecipato, ma la considero la cartina di tornasole di un equivoco più generale che rischia di compromettere la stessa essenza di EUMANS: risolvere le questioni politiche in questioni di "apparenza", di visibilità, del far numero per far numero...
Sempre andare contro vento, solo così è davvero possibile alzarsi in volo. (Jim Morrison) 8-)
Marco Cappato
Posts: 9
Joined: 07 Dec 2020 17:54
Country: ITALY
City: Milano

Re: Ringraziamenti dal gulag dell'Acquario di Genova

Post by Marco Cappato »

Caro Carlo e caro Roberto,
vi ringrazio le votre osservazioni e critiche, per me utili al di là di certi termini usati, e mi scuso per il ritardo di questa mia risposta.
Credo che il tema della sofferenza animale meriti qualche riflessioni più ampia perché credo che l'iniziativa politica e la stessa legge debba tenere conto di ciò che le persone pensano e di ciò che sentono.
Ad oggi, la quasi totalità della popolaizone accetta che gli animali siano allevati e uccisi, e partecipa acquistandoli come prodotti. Lo accetta lo Stato con le proprie leggi, addirittura sovvenzionando gli allevamenti intensivi. Di questo abbiamo già iniziato ad occuparci, con Eumans, anche se finora sono mancate le energie di chi si volesse impegnare sul tema. Ma se di qusto vogliamo occuparci, rifiutare l'aiuto dell'acquario di Genova non mi parrebbe la prima cosa da fare. Nell'acquario di Genova gli animali non sono uccisi, né sono sottratti al loro habitat naturale in quanto ormai si riproducono in cattività. Penso che sia una discussione importante quella sulla condizione di cattività degli animali (di tutti gli animali, incusi gli animali domestici). MI risulta che all'acquario di Genova abbiano fatto grandi passi avanti rispetto ai tempi degli spettacoli "circensi", e ci sia un'attenzione e un rispetto che ha portato al sostegno da parte di organizzazioni come il WWF oltre che a fridays for future Genova. L'approccio "gradualista" alla questione non mi pare necessariamente tacciabile di ipocrisia, se si traduce in miglioramenti concreti nelle condizioni degli animali, tenuto anche conto dell'opera di divulgazione sulla biologia marina che comunque l'acquario compie.
Personalmente, sono convinto ad aver fatto bene a ringraziarli per essere stati tra i pochissimi ad avere sostenuto un obiettivo molto preciso, quello della raccolta firme su StopGlobalWarming.eu.
Prendo sempre volentieri lezioni sulla stora radicale, e lo farò anche questa volta, ma il mio metodo non è quello di valutare i presunti secondi fini di un'azione concreta se quell'azione porta quello che ritengo essere un beneficio (in questo caso informare i cittadini). Mi pare che l'espressione "il fine giustifica i mezzi" sia poco adatta per descrivere quanto accaduto, perché il fine dell'informazione sulla raccolta firme non è stato ottenuto al prezzo di un "mezzo" che abbia danneggiato alcuno, neanche gli animali dell'acquario.
Permettetemi infine una nota personale. Visitando l'acquario non ho avuto la sensazione di trovarmi in un gulag. Ovviamente è stata solo la mia sensazione. Lasciatemi però dirvi che -conoscendovi- se davvero foste convinti che nel centro di Genova è operativo un Gulag, con il quale collaborano istituzioni, scuole e associazioni ambientaliste, sareste i primi a fare dell'obiettivo di farlo chiudere una priorità di vita. Forse anche per voi la sofferenza e la violenza, inclusa la sofferenza animale, è altrove?
Quanto alla politica lustrini e pailettes, caro Roberto, anche in questo caso non vedo l'ora di potermi unire a qualcosa di più e di meglio. Non mi pare di avere finora impedito azioni più veraci e sostanziali, nemmeno da parte tua.
Marco
User avatar
Roberto Mancuso
Posts: 40
Joined: 02 Dec 2020 21:21
Country: ITALY
City: Cavallino (LE)
Organizations: EUMANS

Re: Ringraziamenti dal gulag dell'Acquario di Genova

Post by Roberto Mancuso »

Caro @Marco Cappato , alcune precisazioni mi sembrano doverose. Purtroppo (o per fortuna), l'attività politica per me non è l'attività principale, ma assolutamente secondaria. Dopo anni in cui sono stato impegnato in prima linea nella militanza tavolinara radicale con risultati a Bologna e Lecce mi pare buoni, dopo la morte di Marco Pannella mi sono distaccato da quasi tutte le associazioni di matrice radicale ed ho trovato solo nella tua iniziativa politica e in quella di pochi altri una continuità ideale e di metodo con la storica iniziativa politica di Pannella e dei radicali: questa una delle ragioni per cui mi sono impegnato per il Progetto EUMANS.

Rispetto alla battaglia per la protezione degli animali e dell'ambiente non ho mai avuto un approccio "fondamentalista", ma sempre di "riduzione del danno".

Anni addietro, a Bologna, percorrevo con l'auto una strada del centro storico a velocità moderata, quando improvvisamente inchiodai i freni per far passare dei piccioni che attraversavano sulle strisce pedonali, in fila indiana! Gli amici che erano con me in auto ancora ridono, non tanto o non solo per la scena cui avevano assistito, ma soprattutto perché ai loro improperi per l'inchiodata candidamente risposi: "Beh... attraversano sulle strisce! Se tutti i pedoni prendessero esempio da loro il traffico sarebbe più ordinato!".

Traggo spunto da questo aneddoto, per introdurre un argomento più generale riguardante il rapporto del sottoscritto con le specie animali. Fino a prova contraria, sempre possibile, anche io appartengo alla specie "Homo sapiens". Sono "onnivoro" mangio numerosi vegetali e anche diversi tipi di carne e pesce. Sono anche carnivoro, dunque, e mi nutro di animali morti, come la maggior parte degli esseri umani... da almeno 200.000 anni a questa parte. Ebbene, ciò detto, va anche aggiunto che... amo gli animali! Davvero, li ammiro! Non solo mi affascina la diversità, la bellezza e la grande varietà delle specie presenti sul luogo che abito, la terra, ma è soprattutto la loro "armonia" con la natura e con l'ambiente, la loro "discrezione" nell'occupare uno spazio sul pianeta, la "semplicità" dei loro comportamenti che ho sempre pensato dovessero essere "recuperati" alla specie umana, sì da consentirle di essere tanto "evoluta" da proiettare e valorizzare le proprie rivoluzioni industriali, tecnologiche, informatiche e di pensiero verso un orizzonte di "vita vera" e non di veloce, inesorabile e masochistica (oltre che anti-economica), distruzione e degrado di se stessa e, purtroppo, non solo.

Ho sempre pensato, sin da bambino, che noi umani abbiamo davvero tanto da imparare dagli animali. Forse perché io stesso mi son sempre considerato un "animale" circondato da altri "animali", facenti parte o meno della humana societas poco mi ha sempre importato, creature, punto. Avevo, forse, otto o nove anni. Era piena estate, una di quelle estati lunghissime tra la fine della scuola a giugno e la ripresa della stessa a ottobre. Il tempo delle vacanze, tanto agognato, non passava mai, ma trovavo mille modi per impegnarlo: divoravo Topolino e Alan Ford; mi inventavo le costruzioni più improbabili con i mattoncini lego; giocavo a pallone; e, spesso, con i miei amichetti, andavo a spasso in campagna, a noi allora molto vicina vivendo alla periferia di una piccola città come Lecce.

Avevamo una "banda" ed eravamo anche "armati" del manuale delle Giovani Marmotte che ci portavamo sempre dietro per leggerlo e applicare le tecniche, gli stratagemmi e i consigli in esso contenuti. Quel libro nelle mie (nostre, o, almeno, di alcuni), intenzioni doveva e poteva essere la "rule of law", la nostra Magna Charta Libertatum, la nostra "Costituzione". Essendo tutti appassionati di Walt Disney e dei suoi fumetti, quel Manuale non poteva che essere la fonte primaria delle nostre "leggi" come "banda", rispettando quelle regole avremmo emulato i tre nipotini Qui, Quo e Qua... avremmo imparato dalla natura e avremmo difeso la natura, l'ambiente e i suoi animali.

Nel corso di una di queste escursioni, a un certo punto, uno dei più "intelligenti" del gruppo propose uno "sport" allora molto diffuso tra gli altri bambini, le altre "bande": la caccia alle lucertole! Pratica da me sempre osteggiata in tutti i modi, ma già da allora, anche per la lotta alla caccia alle lucertole, facevo parte di una minoranza, illuminata forse, ma minoranza! Quindi i miei appelli e le proposte per giochi alternativi e veramente intelligenti furono bocciati! Il richiamo al "dettato" della nostra "Costituzione" fu ignorato, il "patto" fu tradito. Cominciò la caccia. Magari si fosse trattato di sola uccisione dei poveri rettili! In realtà, i vigliacchi si dilettavano ad acchiapparle con un cappio fatto con steli di grano per poi LETTERALMENTE (!) torturarle in modi che preferisco non descrivere. Ebbene... m'incazzai e non poco! Dopo che la prima tortura fu consumata... cominciai a disturbare la loro caccia: con un altro mio amico nel momento in cui stavano per catturare una nuova lucertola facevamo rumore o agitavamo l'erba o gettavamo un sasso in modo che lei scappasse. L'operazione "save lizard" andava benissimo, fino a quando... la mia natura profondamente "fantozziana" (natura che, ci tengo a precisarlo, rivendico!), venne a manifestarsi.... gettai un sasso per far fuggire il povero rettile e... lo beccai proprio in piena testa! Si capovolse all'istante, morto. Anche qui, risata generale e storia rimasta negli annali della "caccia alle lucertole". Ci rimasi veramente male! Però con gli anni riflettendo sull'episodio ho considerato che, in fondo, la povera lucertola sarebbe morta comunque e che, almeno, il mio "errore" era valso a evitarle inutili sofferenze.

Nella banda ci fu una scissione e, insieme a me, pochi audaci voltarono le spalle ai barbari e presero un'altra strada infischiandosene del fatto che da allora passammo alla storia come "femminucce" solo perchè trovavamo ignobile, oltre che disgustoso e inumano, infilare rametti di albero negli orifizi delle lucertole per torturarle e procurar loro una lenta agonia, fino alla morte. Da allora, ed evidentemente non solo per questo episodio, mi pongo molti interrogativi sulla vera "natura" dei bambini in particolare e dell'Homo sapiens in generale.

Negli anni del Liceo lo studio della filosofia e il metodo di insegnamento utilizzato dalla bravissima e preparatissima docente che ho avuto mi ha aiutato a risolvere alcuni dubbi, per far posto ad altrettanti, naturalmente. Nel corso delle ore di filosofia si sviluppavano importantissime discussioni su tutte le tesi dei vari filosofi. Anche se, magari, in un dato momento, stavamo studiando Kant, non potevamo che considerare anche tutti coloro che lo avevano preceduto, accostando il povero Immanuel a chi magari era lontanissimo o vicinissimo a lui, proprio per sottolinearne le differenze o le similitudini. Ricordo episodi bellissimi! Nel corso di uno di questi accesissimi dibattiti, un giorno, un mio compagno che non andava troppo bene in filosofia e non perché non fosse intelligente, ma solo perché gli piaceva magari seguire in classe, ma non leggere sui libri, irruppe nella polemica che si era sviluppata alzandosi in piedi ed esclamando ad alta voce e in dialetto leccese: "Ma ce sta' dici?! Ca ci tuttu muta!!!" (Ma cosa stai dicendo?! Ma se tutto muta!). Era una lezione su Eraclito e, la sua irruzione lasciò sorpresi un po' tutti, creando per poche frazioni di secondo un silenzio che pagherei non so quanto per riassaporare. Al silenzio, brevissimo e infinito, si avvicendò una fragorosa risata, che son certo nessuno dei miei compagni di classe avrà dimenticato, così come son certo che nemmeno il mio compagno di classe avrà mai dimenticato Eraclito.

Arrivò il giorno in cui ci fu presentato Mr. Thomas Hobbes e il suo Leviatano, fu così che nelle nostre orecchie risuonavano parole come "Homo homini lupus", oppure come "bellum omnium contra omnes" che non potevano che contrapporsi, nella valutazione della umana natura, alle parole di Monsieur Jean Jacques Rousseau, uno dei richiami possibili, appunto. Fu proprio parlando della natura "buona" dell'uomo secondo il filosofo ginevrino, corrotta dalla società, versus la considerazione della natura "cattiva", perdonate la semplificazione, del filosofo britannico che mi ritornò alla mente l'operazione "save lizard". Rousseau mi puzzava non poco, appassionante la lettura dell'Emilio, ma mi sapeva un po' di Alice nel paese delle meraviglie e non mi convinceva troppo l'idea della "società" che corrompe l'individuo buono e innocente. Hobbes lo trovavo più "realista", anche se il suo "Stato-Leviatano" mi spaventava e m'insospettiva non poco. Mentre riflettevo con tutti i miei 16 anni di vita su ciò che analizzavamo in classe, mi frullavano in testa varie idee ed immagini: un enorme prato verde, pieno di staccionate; all'interno di uno di questi recinti delle api ronzavano attorno a una figura che si dimenava per proteggersi dalle loro punture e che... pareva proprio la sagoma di Aristotele! Ma sì! Era proprio lui, Aristotele di Stagira! E chi scorgevo più in là? In un altro recinto, Mr. Hobbes, seduto sulle spalle di un essere mastodontico e terrorizzante! Mr. Hobbes rideva a crepapelle e puntava il dito verso il bianconiglio che, in tutta fretta, saltava le staccionate e correva senza prestare troppa attenzione a Monsieur Rousseau che, ricncorrendolo gli spiegava: "La più grande, la più importante, la più utile regola di tutta l'educazione? È non di guadagnare tempo, ma di perderne". Nel prato un unico albero, alto, robusto, verde, rigoglioso e su un suo ramo un bambino che tra le mani aveva una lucertola morta e la osservava, ma non con tristezza o altro stato d'animo, la osservava e basta.

Beh sì, ho sempre avuto troppa fantasia. Però quelle immagini mi furono d'aiuto per capire che né Rousseau, né Hobbes avevano veramente compreso fino in fondo la natura umana, oppure, se preferite, realizzai che, per aspetti differenti avevano torto e ragione entrambi. Tutto il caos delle immagini che mi ero raffigurato nella mente stando ad occhi ben aperti altro non era che il solo e reale ordine possibile! Cioè nessun vero ordine, ma caos, coincidenza... capii che il mondo altro non era che intersecarsi di coincidenze e che la storia dell'essere buoni o dell'essere cattivi è solo una "pia" illusione! Ricordai ciò che veramente avvenne quel giorno della caccia alle lucertole. Io gettai il sasso per far fuggire il povero rettile e, colpendolo in testa, lo ammazzai, per errore, sì, ma per quel fatto io risi, per quella "coincidenza" io risi insieme al c.d. "cattivo"! Che motivo avevo in fondo per ridere? Avevo ammazzato un essere vivente! Eppure risi anch'io! Quanta presunzione! La mia personale aureola, la "medaglietta" che, negli anni, mi ero ricucito addosso mi aveva fino ad allora fatto ritenere migliore di lui, solo perché in quella circostanza volevo essere, più "buono"! In realtà eravamo assolutamente "uguali". Avevo scoperto la mia cattiveria, avevo raggiunto la consapevolezza della mia cattiveria, l'avevo proprio vista! L'unica differenza tra me il mio compagno di giochi di allora era data dalla mia "responsabilità", non da considerazioni ontologiche sulla natura buona O cattiva della mia indole piuttosto che della sua, ma dall'essere la mia indole, buona E cattiva, sì, esattamente come la sua, ma "governata" da responsabilità, perciò più libera, anzi, veramente "libera"!

L'operazione "save lizard", il suo "senso", dopo sette anni, mi erano finalmente chiari! Mi era chiaro tutto. La differenza da operare non era tra me e il mio amico, ma tra noi due, facenti parte della specie umana, e la lucertola o, se vogliamo, il regno animale per intero. E' vero, anche gli animali uccidono, ma lo fanno senza crudeltà e, il più delle volte, solo per necessità. L'uomo, purtroppo, no. L'uomo può e sa essere "crudele", l'uomo può uccidere per puro "divertimento", gli animali, invece, tendenzialmente uccidono per alimentare loro stessi o la loro prole. Sembrerei un'animalista, no? E, invece, no! Io sono (anche) cattivo! Io detesto gli animalisti... non in quanto animalisti, ma in quanto, spesso, fondamentalisti della c.d. "bontà"! Ed io alla sola "bontà" senza la giusta "cattiveria" ho smesso di credere grazie a quell'albero e a quel bambino che vi si era arrampicato. Preferisco credere in principi quali la fiducia, la libertà e la responsabilità: vere fondamenta su cui dovrebbero fondarsi tutti i rapporti umani, in assenza di anche solo uno di questi tre pilastri, viene a mio avviso meno la stabilità, l'equilibrio di un "rapporto", di qualunque genere esso sia. In definitiva, non sono e mai potrò essere "animalista" perché mi sforzo di non essere irresponsabile, ma lotterò sempre per la difesa e i diritti (anche) degli animali del pianeta terra!

Dopo questa premessa decisamente lunga, vengo all'Acquario di Genova: tu scrivi che si tratta di animali nati in cattività e per questa ragione ritieni che sia "sostenibile" il fatto che passino la loro vita dietro un vetro in una vasca di mattonelle e cloro. Abbiamo punti di vista differenti e non pretendo certo di avere la verità in tasca; al contrario, confesso di non essere così informato sullo stesso Acquario di Genova; tuttavia le tue "rassicurazioni" mi fanno istintivamente dubitare che quegli animali, tra l'altro molto intelligenti, vivano una vita vera e non siano invece l'ennesima gratuita violenza della specie umana nei confronti degli animali.

Era davvero necessario per la campagna stop global warming fare questo endorsement per un Acquario ? Qual è stato l'elemento di informazione che ha arricchito la campagna sul riscaldamento globale ?

Quando parlo di lustrini e paillettes mi riferisco al perseguire una visibilità fine a se stessa e non invece finalizzata a davvero comprendere limportanza di una campagna per spostare le tasse dal lavoro alle emissioni di CO2 per rallentare il riscaldamento globale. ERGO: non è certo la campagna SGW che è campagna da lustrini e paillettes, ma la comunicazione che si fa per conseguire quell'obiettivo è che è spesso fine a se stessa e che persegue la visibilità per la visibilità, non altro.

Certo, non hai impedito azioni più "veraci" e "sostanziali" da parte di altri o del sottoscritto rispetto alla campagna SGW, ma, mi spiace dirti caro Marco, che in EUMANS di tutto si può discutere tranne che dei modi e dei mezzi da usare per la comunicazione su SGW.

La mia colpa ? Aver perso 3 riunioni di EUMANS in cui, credo, avete parlato di questa decisione dell'azione nell'acquario.

Per il resto, continuerò a dare il mio contributo tecnologico e politico a EUMANS, ma credo che si debba aprire una discussione anche a livello assembleare sul metodo per le decisioni politiche. A mio avviso questo "incidente" è avvenuto perché EUMANS non ha ancora un Organo politico che possa essere d'ausilio al Presidente per le decisioni da adottare. E' bene che si istituzionalizzi questo contenitore, per avere responsabilità chiare e limpide e non deleghe in bianco a dipendenti o altre persone di tua fiducia.
Sempre andare contro vento, solo così è davvero possibile alzarsi in volo. (Jim Morrison) 8-)
Karlo
Posts: 2
Joined: 08 Dec 2020 21:33
Country: ITALY
City: Piombino

Re: Ringraziamenti dal gulag dell'Acquario di Genova

Post by Karlo »

Caro Marco, non vorrei prolungarmi sulla sofferenza degli animali marini, specialmente dei mammiferi, detenuti in cattività, come ho scritto puoi trovare ampia letteratura di studi neurocomportamentali animali o possiamo riprendere il discorso in voce quando vuoi. Ma riguardo “ai grandi passi avanti” che sostieni l'acquario di Genova avrebbe fatto nel rispetto degli animali, adducendo alcune delle più utilizzate ragioni degli uffici marketing delle aziende di gestione di queste strutture, ti replico sinteticamente: gli esercizi "circensi" a Genova si fanno ancora, dietro ad un vetro, ma poco cambia, e comunque Costa Edutainment, il cui amministratore hai conosciuto e ringraziato, là dove può, anche in Italia, continua a farli con pubblico all'aperto, e in quelle estere di sua proprietà fanno ancora il nuoto con i delfini, pratica finalmente vietata anche in Italia; è vero, come tu sottolineavi, l'approvvigionamento di nuovi esemplari da esibire non avviene in natura, perché illegale in Europa, cioè “non sono sottratti al loro habitat” (appunto il loro habitat è un'altro!) e la pratica di fecondazione artificiale a cui sono sottoposti gli animali in cattività, non ha motivo scientifico ma solo commerciale e personalmente la considero una pratica irrispettosa degli animali tanto che paesi come la Francia e il Canada l'hanno vietata per i cetacei.

Invece a proposito della tua nota personale. In una lettera dal carcere EnzoTortora ironizzava amaramente sugli sforzi di Valerio Zanone, all'epoca credo del PLI segretario, per migliorare il benessere degli elefanti nei circhi. Di fronte alla tragedia di un sitema giudiziario italiano che dovrebbe essere all'attenzione della commissione dei diritti umani dell'ONU, la sofferenza di animali pur straordinari come gli elefanti potrebbe sembrare insignificante. Ma come sono abituato a rispondere alle persone a cui volantiniamo per la chiusura dei delfinari , o ai sit-sin davanti all'ambasciata giapponese contro la caccia alle balene o alla mattanza di Taiji, quando ci rimproverano: “ ma quali balene, ma pensate ai bambini che muoiono di fame invece!” io rispondo: <Io ci penso e penso che un delfino libero e una balena in più non possano che aiutare anche quel bambino morente anche di fame di umanità>. Quindi per rispondere al tuo interrogativo che non voglio considerare retorico, sì penso che la sofferenza sia anche nelle strutture come l'Acquario di Genova, anche se spesso sono utilizzate per operazioni di "blue washing".

E spero che tu sia certo della mia convinzione che chiedersi se è più sofferente il carcerato dimenticato a Regina Caeli, di cui il memento quotidiano di Rita Bernardini, o Osman Kavala seppellito nelle carceri turche, sia puro annichilimento di pensiero e di azione. Allora come priorità di vita, nei limiti delle mie capacità e dei miei spazi cerco di seguire quelli che via via sono i miei capitani: tu, caro Marco, Rita Bernardini, Ric O'Barry, Paul Watson ..... e oggi digiuno per la Cannabis Terapeutica e per Walter De Benedetto.